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Stage Regionali 2021-2022 /

Corsi Regionali 2021- 2022

In collaborazione con l’A.I.K.O. del M° Oshiro Zenei, KOBUDO ITALIA (www.kobudo.cloud) ha organizzato un Corso di  Kobudo tradizionale di Okinawa stile Matayoshi aperto a tutti gli Atleti in regola con la Certificazione Medica ed il Green Pass.
L’intento del Corso è quello di promuovere questa disciplina nella Regione, sia sotto l’Aspetto Tradizionale, con il Corso stesso, sia sotto l’Aspetto Sportivo attraverso i Campionati Regionali ed i Contest Internazionali. Nello specifico:

Per i Principianti lo scopo del Corso è l’acquisizione delle tecniche fondamentali di maneggio del Bo, del Nunchaku, dei Sai e dei Tonfa, attraverso lo studio degli Hojo Undo (fondamentali in movimento), dei Kata, dei Bunkai, etc.

Per gli Atleti Esperti, il completamento ed il perfezionamento di quanto sopra più una introduzione alle armi superiori, tra le quali: l’Eku (Remo), la Kuwa
(Zappa), il Sansetsukon (Nunchaku a 3 sezioni), i Kama (Falcetti), il Nunti (Arpione), etc.

A fine anno, previa superamento dell’esame, verrà rilasciata l’Attestazione del grado conseguito.

Fanno parte integrante del Corso:
– il Meeting Internazionale di Roma, (ultimi fine settimana di Giugno).
– il Campionato Regionale
– lo Stage Nazionale di Stlie (con il M° Oshiro)

LA KOBUDO ITALIA IN GERMANIA

il 25 e 26 settembre 2021, dopo il lungo periodo di interruzione causato dal COVID, la Scuola OKINAWA KOBUDO DEUTCHLAND di Düsseldorf ha organizzato uno stage con il M° Oshiro Zenei 9° dan  della AIKO France.

Lo stage, diretto dall’illustre ospite, dal M° Hans Bäuml 5° dan e dalla Ma Sonja Ehmendörfer 4° dan, ha rappresentato un momento d’incontro per tutte le scuole di Kobudo di Okinawa tedesche orfane, da inizio pandemia, dei tradizionali appuntamenti di maggio e settembre a Monaco di Baviera e Düsseldorf. Tra i numerosissimi partecipanti, è risaltata la presenza della KOBUDO ITALIA rappresentata dal M° Francesco Nardi.

 

Le sessioni di lavoro hanno coperto tutto il repertorio della scuola Matayoshi, dalle tecniche di base a quelle più evolute, partendo dalle armi fondamentali, BO, SAI, e TONFA, per terminare con quelle più avanzate quali il KAMA e l’EKU.

Lo Stage ha anche rappresentato l’occasione per cementare vecchie amicizie ed intraprendere nuove collaborazioni fra le scuole.

Naturalmente, non è mancata la parte conviviale dove, di fronte a prelibati piatti della tradizione culinaria tedesca, si è discusso di Kobudo a tutto tondo, dalla sua storia ad argomenti più tecnici, fino all’organizzazione di nuovi eventi e agli inviti ad eventi da pianificare nel prossimo futuro.

Nel complesso, lo Stage di Düsseldorf ha confermato la sua validità Tecnica e Sociale, e la Kobudo Italia non ha mai sfigurando nel confronto, sempre cordiale, con gli altri Maestri dimostrando, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’elevato bagaglio tecnico di cui è portatrice.

Al termine dello stage è stata rinnovata la promessa di un prossimo incontro in occasione di un altro stage diretto dal M° Oshiro,

CORSO ARBITRAGGIO KOBUDO ITALIA

di Vittorio Bordo

Per lanciare un segnale di continuità e di fiducia all’intero comparto, nel rispetto delle vigenti normative sanitarie, la Kobudo Italia ha voluto caparbiamente proseguire le proprie attività organizzando la quinta edizione del Corso di Arbitraggio volto a qualificare e perfezionare i propri Ufficiali di Gara in maniera sempre più attenta e dettagliata.

Il corso è valido come aggiornamento per gli Arbitri già in possesso della qualifica e come formazione per gli Aspiranti Arbitri e Presidenti di Giuria che si avvicinano per la prima volta a questa mansione.

Il primo appuntamento, tenutosi nei giorni di sabato 10 e domenica 11 luglio presso gli Impianti Sportivi della USD Centocelle di Roma, è stato improntato alla massima tutela della salute dei partecipanti senza tuttavia trascurare nessuno degli aspetti previsti dal programma di lavoro, finalizzato alla standardizzazione dei parametri di valutazione di una classe arbitrale proveniente da realtà e stili diversi.

I corsisti, già qualificati o da brevettare, hanno assistito alle lezioni teoriche nella giornata di sabato, trasferendosi poi la domenica mattina nei campi sportivi all’aperto per la parte pratica.

In particolare, la parte pratica è stata indirizzata alla comparazione dei Kata dei differenti stili con un occhio di riguardo al diverso maneggio delle armi; a tale scopo gli Atleti di punta delle Società Sportive partecipanti, provenienti da diverse tradizioni, hanno eseguito e spiegato le peculiarità tecniche e passaggi specifici delle proprie scuole.

Articolato su più appuntamenti nell’arco dell’intera stagione, lo scopo principale del Corso di Arbitraggio è, come da consolidata tradizione della Kobudo Italia, quello di “accordare” le varie anime presenti all’interno dell’organizzazione, promuovendo e sviluppando tutti gli stili e tutte le scuole di Kobudo presenti sul territorio nazionale cercando, quindi, di avvicinare tecniche e filosofie anche molto distanti fra loro. Questo spirito di cooperazione e di collaborazione differenzia Kobudo Italia da numerose altre associazioni di settore interessate, spesso, a diffondere un solo stile o addirittura a promuovere un unico Maestro.

Come si può ben comprendere, lo sforzo è notevole e l’enormità dell’impegno si evidenzia, soprattutto, durante i corsi di arbitraggio quando ciascun giudice, o aspirante tale, tende naturalmente ad enfatizzare le caratteristiche del proprio retaggio a discapito di quello delle altre scuole.

Tuttavia, nonostante le difficoltà, Kobudo Italia è riuscita ad elaborare un paradigma comune che può essere validamente utilizzato per giudicare ogni stile; prova ne è il Meeting Internazionale di Kobudo che, giunto ormai all’undicesima edizione, testimonia l’unità di vedute di tutti i partecipanti. Partecipanti che a loro volta testimoniano la propria soddisfazione tornando a competere ininterrottamente tutti gli anni alla kermesse internazionale.

Al centro di tale crogiuolo di idee, pur mantenendosi sulla solida base costituita dal Kata e dal Kobudo Tradizionale, la Kobudo Italia, organizzazione moderna caratterizzata da grande dinamismo e proiettata verso il futuro, non ha voluto rinunciare a lanciarsi incontro a nuove ed esaltanti sfide. Prima fra tutte l’impegno ad inserire nel programma di sviluppo dei prossimi anni il Combattimento Libero.

Parte della giornata di sabato è stata dedicata alla disamina di questo nuovo ramo della nostra disciplina che, dopo circa due anni di studio e di sperimentazione, ha portato all’elaborazione di un regolamento specifico per questo settore: lo Shiai.

Tralasciando suggestive traduzioni, lo Shiai (試合) è il termine che si usa per gli incontri di Kendo e con le armi in genere mentre Kumite (組手) è un termine specifico per gli incontri a mani nude (Kumi, 組, incontro; Te, 手, mano) e quindi molto evocativo per gli incontri di Karate ma non idoneo agli incontri di Kobudo.

Oggetto di studio accurato e di sperimentazioni approfondite, tuttavia, non è stato il solo regolamento ma anche il sistema di protezione degli Atleti, poiché sia il regolamento sia le protezioni hanno dovuto spesso rispondere ad esigenze diametralmente opposte: se lo scopo principale del regolamento è stato quello di tutelare al massimo l’incolumità degli Atleti, parallelamente non si è voluto rinunciare alla concretezza ed alla veridicità delle tecniche.

Analogo discorso vale per l’intero apparato di protezione: se da un lato si è voluto assolutamente salvaguardare la salute e l’integrità degli Atleti, dall’altro però non si è voluto gravare eccessivamente sui costi (trasformando lo Shiai in un settore per “ricchi”) od optare per soluzioni voluminose e ingombranti che non avrebbero premiato la varietà e la spettacolarità delle tecniche disponibili.

Due anni di ricerche e di verifiche hanno quindi portato ad un buon compromesso fra salute, spettacolarità ed economia che, lungi dall’essere un traguardo, saranno il punto di partenza per un regolamento sempre più accurato. Regolamenti e Statuti, infatti, non devono essere bastioni impenetrabili ma veicoli solidi su cui far viaggiare le idee.

Qualora le condizioni sanitarie lo consentiranno, al nuovo settore verrà dedicato uno spazio all’interno della prima competizione di Kata della prossima stagione (2021-22) per una fase iniziale e sperimentale; in seguito verrà ampliato e sviluppato su tutto il territorio nazionale, simultaneamente e parallelamente a quello del Kata.

Pur rimanendo ancorata a solidi principi di base, Kobudo Italia è una realtà fluida ed in costante movimento, aperta alla collaborazione con tutte le associazioni del settore disposte a lavorare seriamente alla promozione del Kobudo inteso nel senso più ampio del termine, indipendentemente dallo stile praticato e dalla Scuola seguita, attenta ad approfondire e sviscerare tutte le possibilità che questa disciplina così ricca offre ai suoi appassionati.

 

Presenti al Corso in qualità di Arbitri e/o di Tecnici:

 

M° Ettore Morolli, A.s.d. Kaishu, Roma (RM)

M° Francesco Nardi, A.s.d. Ronin Kai, Tuscania (VT)

M° Vittorio Bordo, A.s.d. Ronin Kai, Viterbo (VT)

M° Fabio Gentileschi, Yuushikan, Viterbo (VT)

M° Carlo Mangione, Napoli (NA)

M° Diego Checchi, Bushido Subiaco, (RM)

M° Ivano Di Battista, TKA Italia, (RM)

M° Alibrandi Vincenzo, Jolly Sporting Club, Roma (RM)

M° Brianti Matteo, A.s.d. Karate & Kobudo Moncalieri (TO)

M° Luciano Balduin, A.s.d. Goju Ryu Karate Do Lusia, (RO)

M° Francesco Roma, Pentathlon Fitness, Taurianova (RC)

M° Antonio Granata, Proietti Tennis Team, Catania (CT)

M° Francesco Berti, Roma (RM)

M° Giulia Cocci, Yama Arashi Karate Club, (RM)

M° Virgilio Lucheroni, Vicovaro (RM)

M° Angelo Romito, S.S.d. Race Fitness, Roma (RM)

M° Emanuele Manno, A.s.d. K2 Space Gym, Roma (RM)

 

 

Stage d'Été de KOBUDO

Dal 12 al 18 di luglio 2021, i Maestri di Kobudo di tutta Europa si sono dati appuntamento a Bourges in Francia per il tradizionale Stage Estivo con il M° Oshiro Zenei, allievo diretto del M° Shinpō MATAYOSHI.

Il gruppo più numeroso è stato ovviamente quello dei francesi, paese dove risiede attualmente il M° Oshiro, non sono mancate tuttavia nutrite rappresentanze da tutta Europa: Germania, Svizzera, Portogallo, Russia, Ungheria e Grecia; per l’Italia erano presenti il M° Morolli ed il M° Nardi.

Quest’anno l’allenamento è stato più frequentato e più seguito di quanto già non lo sia abitualmente; sono stati realmente numerosi gli esperti che si sono letteralmente precipitati allo Stage dopo un anno e più di completo digiuno (o quasi) da tutte le attività marziali, locali o nazionali che siano.

Le sessioni di lavoro, pur non tralasciando la ripetizione delle Tecniche e delle Armi di Base, hanno spaziato su tutto il repertorio della scuola, compresi i Kata e le Armi Superiori; Shishi no Kon e Chinbaru no Sai per quanto riguarda BO e SAI, ripasso completo di tutto il programma di SANSETZUKON, KAMA e KUWA per quanto riguarda le Armi Superiori.

Lo Stage Estivo è stata anche l’occasione per cementare vecchie amicizie ed avviare nuove collaborazione fra Maestri che lavorano in Paesi diversi; gli allenamenti infatti si sono tenuti all’interno di un impianto sportivo interamente attrezzato; completo di alloggi, ristorante, caffetteria, sala hobby e di tutti i comfort che hanno aiutato i presenti a mettersi a proprio agio. All’interno della struttura sono state davvero moltissime le occasioni, al di fuori dell’allenamento vero e proprio, per discutere di Kobudo a 360°; dalla sua storia ad argomenti più tecnici, dall’organizzazione di nuovi eventi agli inviti ad eventi già pianificati nel prossimo futuro.

Per i praticanti più incalliti è rimasto a disposizione il Palazzetto anche fuori l’orario canonico ed i più furbi non si sono lasciati sfuggire l’opportunità per farsi insegnare da qualche collega esperto un passaggio più ostico o un Kata di livello più avanzato.

Non sono mancate neppure le occasioni mondane, come la visita alla città di Bourges e la Cena Sociale, che hanno spezzato la routine degli allenamenti.

Nel complesso, lo Stage Estivo ha confermato la sua validità Tecnica e Sociale, e la Kobudo Italia nella persona dei suoi due rappresentanti ha fatto onore alla nostra bandiera non sfigurando mai nel confronto, seppure cordiale, con gli altri Maestri  anzi, al contrario, dando prova spesso del forte bagaglio tecnico di cui è portatrice.

La mole di conoscenze acquisite, tecniche e relazionali, verrà riportata in Italia e condivisa con gli altri Tecnici della nostra organizzazione, con beneficio di tutti.

Quindi, arrivederci a settembre per la riapertura dei Corsi Regionali!

Allenamento Regionale Calabria 2021

Domenica 4 luglio 2021 si è tenuto presso il Parco Ludico Tematico di Ecolandia a Reggio Calabria lo Stage conclusivo della Stagione di Kobudo 2020-21 della Regione Calabria.

Il Parco di Ecolandia, incorniciato dall’Aspromonte e con vista sullo stretto, è stato il palcoscenico naturale dove gli Atleti presenti hanno potuto lavorare in tranquillità e circondati dalla bellezza; la direzione del Parco, dimostrando grande sensibilità al progetto, ha messo a disposizione degli organizzatori tutte le proprie strutture, compresa la bellissima Sala “Giuseppe Spinelli” inaugurata da poco e donata alla struttura dopo essere stata tolta alla malavita organizzata.

Lo Stage è stato inserito all’interno di una più vasta manifestazione dedicata allo Sport; infatti in serata, al termine degli allenamenti, tutte le Società partecipanti hanno potuto esibirsi nel bellissimo Teatro all’Aperto incastonato dall’ex Forte Gullì.

Tutto l’allenamento è stato incentrato sull’uso dei Tonfa e le sue varie applicazioni pratiche; per motivi pratici dovuti all’eccezionale calura, Atleti e Maestri si sono allenati in maglietta, riservando il più pesanti GI all’esibizione (almeno i Maestri).

Il M° Francesco Roma, Responsabile Regionale per il Kobudo in Calabria, è riuscito a trarre il massimo dalla struttura e dagli Atleti; al M° Morolli non è rimasto che constatare gli ottimi risultati ottenuti nonostante l’esiguità degli allenamenti dovuta alla pandemia: la Calabria di fatto è oscillata continuamente fra la Zona Rossa e quella Arancione, impedendo agli Atleti ed ai Maestri di spostarsi per la regione e presenziare fisicamente agli allenamenti.

 

Non sono mancati gli indispensabili momenti di socialità che caratterizzano la Kobudo Italia, garantendo la serietà degli allenamenti ma non a discapito dei rapporti umani ed interpersonali.

Al termine della giornata sono tornati tutti alle proprie case con il sorriso e la voglia di riprendere il percorso intrapreso il prima possibile, probabilmente già da settembre 2021.

Altrettanto soddisfatti i due Responsabili di Settore, il M° Roma ed il M° Morolli, che dopo aver ringraziato gli Atleti e la Direzione del Parco, si sono messi subito all’opera per pianificare la nuova Stagione, ovviamente davanti ad una buona pizza con la ‘nduja….

Buone e meritate vacanze a tutti!

Ulteriori informazioni su:

www.kobudo.cloud/calabria

KOBUDO in PIEMONTE​

Nel ricco panorama del Kobudo in Piemonte spicca l’attività del M° Matteo Brianti; allievo del M° Hiroshi Akamine ed Hamby Dell, insegna lo Stile Shimbukan nel suo Dojo di Moncalieri (TO) già da diversi anni.

Il M° Brianti è il Responsabile in Piemonte per la Kobudo Italia; la sua Mission è quella di avvicinare e organizzare sul territorio le Società Sportive che lavorano in questo settore al fine di coordinarne gli sforzi e moltiplicarne il peso sul territorio.

A tal fine la Kobudo Italia organizza su tutto il territorio nazionale, gare, stage, corsi, etc., in collaborazione con tutti quei soggetti che operano a livello locale e sono desiderosi di sviluppare questa antichissima disciplina.

Il M° Brianti ha più volte partecipato all’organizzazione del Meeting Internazionale di Kobudo di Roma offrendo la sua consulenza in qualità di esperto Shimbukan.

Ulteriori e più dettagliate informazioni contattando le mail istituzionali Kobudo Italia:

piemonte@kobudo.cloud

kobudo@kobudo.cloud

Auguri M° Brianti e buon lavoro!

 

Ulteriori informazioni su:

www.kobudo.cloud/piemonte

11° Meeting Internazionale di Kobudo di Roma

di Vittorio Bordo

Foto di Fabrizio Bagnoli e Alessia Parisse

Nonostante le limitazioni quasi insormontabili poste dalla situazione pandemica internazionale, anche quest’anno, Roma, per l’undicesima volta consecutiva, è riuscita ad ospitare l’ormai tradizionale Evento, organizzato dalla ASD Kaishu e patrocinato dalla Kobudo Italia, interamente dedicato al Kobudo di Okinawa in tutte le sue declinazioni.

Nel corso dell’ultimo decennio, per il suo elevatissimo valore tecnico e agonistico favorito da una impeccabile macchina organizzativa, l’Evento è divenuto un appuntamento particolarmente apprezzato in tutta Italia e da numerose realtà estere.

Purtroppo, a causa delle note problematiche, questa edizione è stata orfana degli illustri ospiti internazionali che, normalmente, partecipano alla kermesse. Tuttavia, i Maestri Hamby Dell per lo Shimbukan Ryu ed Oshiro Zenei per il Matayoshi Ryu hanno garantito la loro presenza al prossimo Evento, che verrà organizzato non appena la situazione sanitaria si sarà normalizzata.

Per chi fosse digiuno dell’argomento, il Kobudo di Okinawa è un’arte marziale originaria delle isole Ryukyu sviluppata parallelamente al Karate, da cui fa derivare le principali posizioni e tecniche, che contempla l’utilizzo di oggetti di uso quotidiano come vere e proprie armi. La molteplicità degli strumenti utilizzati e la varietà di applicazioni possibili rendono quello del Kobudo un mondo estremamente vario e in costante evoluzione al cui interno sono presenti numerosissime sfumature che, nel corso del tempo, hanno portato alla nascita di molti Stili, Correnti e Scuole.

Proprio la ricchezza dell’antica arte marziale di Okinawa, ormai oltre un decennio fa, ha suggerito al M° Ettore Morolli l’idea di una kermesse in cui le varie anime del Kobudo italiano ed internazionale potessero disporre di una vetrina dove incontrarsi (non scontrarsi) e poter esibire abilità, radici e sfumature peculiari di ciascun percorso. Un evento che si potesse affermare quale momento di socializzazione, di crescita e di promozione per tutta la disciplina nel suo insieme. Un evento in cui potesse esistere una sana osmosi tra pensieri e tradizioni diverse che condividono però la medesima radice; dove i tecnici provenienti da una Scuola avessero potuto confrontarsi serenamente con altri provenienti da Scuole diverse, scambiandosi punti di vista, confrontando metodologie di allenamento e, perché no, imparando elementi caratteristici di altri sistemi. A similitudine di quanto già avvenuto per altre discipline, il Meeting avrebbe potuto, in tal modo, contribuire alla creazione di quella comunione d’intenti che, sola, permette di affrontare le sfide del futuro.

La consapevolezza della ricchezza che questa arte nasconde al proprio interno, ha fissato il traguardo a cui ha, da sempre, mirato l’Evento: non la promozione di uno Stile, di un Maestro o di un aspetto particolare del settore, ma la promozione della disciplina nel suo insieme e in ogni suo aspetto, tradizionale e sportivo.

Purtroppo, come siamo stati costretti a rimarcare proprio in apertura di articolo, nonostante l’impegno profuso dagli organizzatori e le enormi aspettative maturate, il Meeting di Kobudo ha dovuto essere ridimensionato a livello nazionale. Rimane comunque l’orgoglio di essere riusciti a mantenere fede all’impegno preso negli anni precedenti ed il merito di aver portato avanti, seppure in tono minore, le attività programmate; anche queste modificate rispetto allo standard ormai consolidato.

Vista l’impossibilità di organizzare la tradizionale competizione, la seconda giornata dell’evento è stata dedicata alla presentazione del Regolamento Arbitrale specifico per il combattimento libero con le armi: lo Shiai.

Anche in questo caso la tecnologia è stata di grande aiuto permettendo la presentazione in videoconferenza e dando la possibilità di interagire anche ai Tecnici, agli Atleti e agli Arbitri interessati a questa nuova attività ma residenti in altre regioni ed impossibilitati a partecipare in presenza. L’apertura del Corso vero e proprio per Ufficiali di Gara e Presidenti di Giuria è stata fissata per il 10 ed 11 luglio 2021.

Lo scopo di questa nuova attività è quello di creare interesse per la disciplina, attirare Atleti con attitudini diverse dall’allenamento tradizionale, allargare il bacino di Tecnici e di realtà che cooperando possono aiutare a sviluppare il settore.

Infatti è ferma convinzione del M° Morolli, nonché dei Tecnici che orbitano nella Kobudo Italia, che Sportivo e Tradizionale non sono il diavolo e l’acqua santa, ma le ruote di uno stesso asse; entrambe possono essere il vivaio ed il trampolino l’uno dell’altra, incrementandosi e stimolandosi vicendevolmente.

Sabato 12 giugno, dopo aver assolto tutti gli obblighi imposti dalla legislazione vigente, Atleti e Tecnici hanno potuto incontrarsi nell’area di allenamento, completamente all’aperto. A rimarcare la visione inclusiva e non esclusiva dell’Evento, gli organizzatori hanno voluto dare spazio alle differenti estrazioni stilistiche presenti: gli esponenti delle diverse scuole hanno potuto divulgare il sapere del proprio stile presentando una propria specialità. Nell’ordine: il M° Ettore Morolli (Matayoshi Ryu) ha spiegato il maneggio della Kuwa (la zappa); il M° Matteo Brianti (Shimbukan Ryu) ha chiarito i passaggi più difficili del Chatan Yara No Sai; il M° Francesco Nardi (Matayoshi Ryu) ha presentato il Sansetsukon (nunchaku a tre sezioni); il M° Carlo Mangione (Shimbukan Ryu) ha avviato gli Atleti all’utilizzo del Tekko.

Il già variegato ed eterogeneo mondo del Kobudo è stato impreziosito ed incorniciato nella memoria grazie al contributo di due professionisti dell’immagine: i fotografi Fabrizio Bagnoli e Alessia Parisse che con la loro esperienza decennale sono riusciti a carpire l’anima della manifestazione.

Caratteristica predominante di tutta la due giorni, come ormai da tradizione consolidata, è stata l’assoluta libertà di partecipazione; ciascun Atleta, Scuola o Maestro ha potuto decidere liberamente se partecipare al solo Stage, ad una specialità in particolare, alla presentazione del Regolamento Arbitrale o a tutte le attività.

A corollario della manifestazione c’è stato anche lo scambio delle conoscenze artigianali e pratiche legate a questa disciplina; infatti in uno stand apposito i “Maestri Artigiani”, con le dovute accortezze, hanno potuto non solo esporre le  proprie armi tradizionali, ma anche illustrare i metodi ed i trucchi con cui realizzarle; anche se oramai con internet è possibile avere una finestra su tutto il mondo resta tutt’ora ancora difficile reperire alcune attrezzature tradizionali. L’unica soluzione rimane, a tutt’oggi, quella di autoprodurle.

Per concludere, non poteva mancare uno spazio dedicato alla nostra amatissima (nonché unica sopravvissuta!) rivista di settore, Samurai, che da anni, in maniera molto democratica e pluralista, da voce a tutte le realtà presenti nel panorama italiano, anche quelle palesemente in contrasto fra loro. Molto generosamente, la redazione della rivista ha distribuito, in maniera completamente gratuita, numerose copie ai partecipanti, con grande soddisfazione di tutti.

Anche in questa occasione, gli organizzatori hanno più volte ribadito la piena disponibilità a mantenere aperta la manifestazione a tutte le Scuole ed a tutti i Maestri interessati purché il tutto rimanga imperniato nei cardini del mutuo rispetto e della piena collaborazione.

Al di là di valutazioni personali, nonostante le enormi difficoltà, parzialmente superate grazie alle nuove tecnologie, la quantità di Stili, di Scuole e di Armi presenti alla manifestazione ha dato vita ad uno spettacolo estremamente vario ed interessante. Se osservata sotto questo punto di vista, la manifestazione ha raggiunto pienamente il proprio scopo, regalando a tutti momenti di crescita e di spensierata serenità.

In attesa di tornare alla normalità, la macchina organizzativa si è già attivata per organizzare il 12° Meeting… questa volta Internazionale e con la consueta formula Stage più Gara.

11° KOBUDO MEETING OF ROME

di Vittorio BORDO

 

Nonostante le difficoltà derivanti dalla pandemia che da più di un anno attanaglia il Paese costringendo il mondo dello sport, e non solo, a grandi sacrifici e continui stop and go, anche per lanciare un segnale di continuità e di fiducia all’intero comparto, la Kobudo Italia, nel rispetto delle vigenti normative sanitarie, ha voluto caparbiamente proseguire le proprie attività organizzando l’undicesima edizione del Meeting Internazionale di Kobudo di Roma. Come sempre, l’evento è aperto ai praticanti di Kobudo provenienti da tutte le Scuole e da tutti gli Stili.

 

L’appuntamento, come ormai da consolidata prassi, verrà suddiviso in due giornate, il 12 e il 13 giugno. La prima giornata dedicata al tradizionale ed alla pratica, la seconda all’agonismo ed alla competizione. Naturalmente l’organizzazione dell’intero evento sarà improntata alla massima tutela della salute dei partecipanti che saranno tenuti a rispettare scrupolosamente tutti i protocolli imposti dalla normativa vigente.

L’evento, concepito undici anni fa, continuerà a procedere nel solco tracciato dal suo ideatore, il M° Ettore Morolli, che si è sempre battuto per la promozione  dell’intera disciplina, per la creazione di un ambiente in cui le varie Scuole, italiane ed europee, potessero incontrarsi e confrontarsi esibendo abilità, radici e sfumature peculiari di ciascun percorso e per la creazione di più stretti rapporti tra le numerose realtà finalizzati alla posa di solide fondamenta su cui basare progettualità comuni e di ampio respiro. La caratteristica principale del Meeting, dunque, non sarà la promozione di uno  Stile o di un Maestro in particolare, dell’aspetto tradizionale o di quello agonistico, ma piuttosto la promozione della disciplina nel suo insieme, anche nell’aspetto sportivo. E’ proprio questo spirito di cooperazione e di collaborazione che differenzia Kobudo Italia da numerose altre associazioni di settore interessate troppo spesso solo all’autopromozione.

Come si può ben comprendere lo sforzo è notevole e l’enormità dell’impegno si evidenzia soprattutto durante la fase competitiva, quando emergono chiaramente le differenze fra le varie scuole, le differenti impostazioni ed il diverso maneggio delle armi. Tuttavia, nonostante le difficoltà, Kobudo Italia è riuscita ad elaborare un paradigma comune che può essere validamente utilizzato per giudicare indifferentemente tutti gli Stili, come ampiamente dimostrato nelle ultime dieci edizioni della Kermesse. Lo testimonia la caparbietà con cui i partecipanti, soddisfatti della competenza dei giudici, si ripresentano alla manifestazione anno dopo anno.

L’impostazione multilaterale dell’organizzazione si ritrova già nella presenza degli Ospiti d’Onore di quest’anno che rappresentano al meglio l’anima di due importanti scuole nel panorama del Kobudo mondiale: il Maestro Oshiro Zenei, 8° Dan Matayoshi ed allievo diretto del M° Shinpo Matayoshi; e il M° Hamby Dell, 6° Dan Shimbukan, allievo diretto del M° Hiroshi Hakamine, figlio del fondatore dello Stile.

Nella giornata di sabato, ciascuno degli illustri ospiti, potrà allenare in completa autonomia i propri Atleti e Tecnici ai Programmi del proprio stile nelle aree a loro riservate. Tuttavia, sarà lasciata ampia libertà a tutti i partecipanti di allenarsi con uno qualsiasi dei Docenti. L’occasione di confronto fra diversi stili sarà anche un buon training per gli Ufficiali di Gara in vista della competizione del giorno successivo.

Nella giornata successiva infatti verrà dato spazio all’anima competitiva della disciplina con la consueta gara di Kata e…. non solo; nel corso della competizione, dopo due anni di studio e sperimentazione verrà presentato il Combattimento Libero: lo Shiai.

Oggetto di studio accurato e sperimentazioni approfondite sono stati sia il regolamento, sia il sistema di protezione degli Atleti. I due aspetti hanno infatti dovuto rispondere spesso ad esigenze diametralmente opposte, ad esempio: se lo scopo principale del regolamento è stato quello di tutelare al massimo l’incolumità degli Atleti, parallelamente, non si è voluto rinunciare alla spettacolarità ed alla veridicità delle tecniche. Analogo discorso vale per l’intero apparato di protezione: da un lato si è voluto tutelare al massimo la salute e l’integrità degli Atleti, dall’altro non si è voluto gravare eccessivamente sui costi (trasformando lo Shiai in un settore per “ricchi”) od optare per soluzioni voluminose e ingombranti che non avrebbero premiato la varietà delle tecniche disponibili.

Due anni di ricerche e di verifiche hanno portato ad un buon compromesso fra salute, spettacolarità ed economia ed il Meeting di Giugno sarà il giusto trampolino di lancio per il nuovo settore. Difatti, dopo questa presentazione ufficiale, parallelamente ai Trofei di Kata, verranno organizzati in via sperimentale Trofei di Shiai locali su tutto il territorio nazionale.

Kobudo Italia vuole essere una realtà moderna, fluida, dinamica e proiettata verso il futuro, aperta alla collaborazione con tutte le associazioni del settore disposte a lavorare alla promozione del Kobudo nel suo insieme, inteso nel senso più ampio del termine, indipendentemente dallo Stile praticato e dalla Scuola seguita.

Il Meeting di Kobudo di Roma ha la pretesa di essere un punto di incontro, così come viene correttamente definito dalla terminologia inglese, per tutti coloro che vedono nella cooperazione e nella collaborazione l’unica malta possibile per la costruzione della casa comune.

Pertanto, il 12 ed il 13 giugno saranno i benvenuti alla manifestazione tutti gli Atleti, i Tecnici e gli appassionati del settore che saranno “armati” di questo spirito.

10th International Kobudo Meeting of Rome

NELLE DIFFICOLTÀ SI CRESCE

Questo “evento fuori calendario”, fortemente voluto dagli organizzatori nonostante tutte le difficoltà del periodo, è stato voluto sopra tutti dal M° Morolli per festeggiare i 10 anni di attività della ASD KAISHU e per sancire il passaggio di testimone alla KOBUDO ITALIA.

L’ASD KAISHU infatti, nata soprattutto per lo studio del Karate Antico e Tradizionale (termini simili ma non sinonimi), mal si adatta a sopportare anche il peso del settore Kobudo che è andato via via crescendo negli anni; da qui la necessità di creare e promuovere la nuova organizzazione nata per dare asilo e supporto ai Tecnici ed alle ASD che in Italia si dedicano a questa disciplina.

Si sono uniti al progetto Maestri dalla Sicilia, Calabria, Umbria, Toscana, Campania, Piemonte e ovviamente dal Lazio. E’ stata quindi anche l’occasione propizia per presentare in maniera ufficiale i neoeletti Responsabili Regionali: per il Lazio il M° Vittorio Bordo, per l’Umbria il M° Fabio Gentileschi, per la Calabria il M° Roma Francesco e per la Sicilia il M° Granata Antonio.

Dato il ricco paniere di attività da svolgere, la manifestazione avrebbe dovuto essere distribuita in due giornate e due eventi separati; sabato 24 ottobre da dedicare agli Aspetti Tecnici e Tradizionali con i Responsabili dei vari Stili e domenica 25 da dedicare invece agli Aspetti Sportivi e Agonistici con la Competizione; tuttavia per contenere i rischi ed i disagi la manifestazione è stata limitata al solo Stage, rinviando la competizione a tempi migliori.

Inoltre, per una scelta consapevole e ben ponderata degli organizzatori, quest’anno non sono stati invitati che pochi Maestri dall’estero perché, seppure fortemente voluto, la sua realizzazione è stata incerta fino all’ultimo. Si è cercato quindi, nell’interesse degli Organizzatori, dei Tecnici e degli Atleti, di limitare al massimo le ulteriori complicazioni dovute a quarantene, voli, eventuali cancellazioni e, ovviamente, al rischio di contagi.

Malgrado tutto sono state rappresentate al Meeting, l’Irlanda, la Francia e la Svizzera.

Allo scopo di tutelare tutte le persone coinvolte, gli organizzatori hanno dovuto prendere altre decisioni difficili come quella di chiudere tutte le manifestazioni al pubblico e di limitare lo Stage alla sola Categoria Agonisti (ossia agli Atleti con più di 12 anni) tagliando fuori Bambini e Ragazzi (e con loro molti accompagnatori ed probabili affollamenti); questo approccio ha permesso di gestire meticolosamente tutti gli ingressi evitando assembramenti e contatti inutili.

Tutti gli Atleti, con particolare riguardo ai minori, sono stati prelevati all’ingresso del Complesso Sportivo dal personale addetto ed accompagnati all’interno. Come vuole la prassi, all’entrata sono stati presi i nominativi con le relative temperature.

In tutta l’area del palazzetto e nei locali direttamente o indirettamente toccati dall’Evento, come spogliatoi e aree di ristoro, tutti i presenti, compresi Tecnici, Arbitri e Staff in genere, hanno rispettato l’obbligo della mascherina; unica eccezioni lo Stage stesso, dove gli Atleti hanno rispettato i 2 metri di distanziamento e spesso molto di più.

Questa gestione da un lato ha un po’ snaturato la manifestazione, da sempre votata agli aspetti sociali almeno quanto a quelli tecnici, dall’altro però ha permesso la sua realizzazione, altrimenti difficile da portare a termine nelle attuali condizioni.

 Con le premesse di cui sopra è facile intuire la concentrazione degli Atleti totalmente assorbiti dallo Stage senza nessuna distrazione; la totale assenza di pubblico, di suoni e di rumori di qualsiasi genere, ha dato a tutto l’evento una sfumatura mistica, quasi religiosa.

Per cercare di spezzare la serietà della situazione, l’allenamento del sabato è stato interrotto dall’abituale momento di convivialità rappresentato dal Pranzo Sociale, anche questo adattato alle circostanze; non più lunghe tavolate al ristorante o in pizzeria come sempre ma pranzo al sacco da consumare insieme alle dovute distanze.

Questo piccolo spazio informale ha permesso agli Atleti, ai Tecnici ed ai Responsabili Regionali di ritrovare un clima di normalità, incontrare vecchie conoscenze, parlare dei progetti già in cantiere e organizzare nuove manifestazioni; in sostanza si è riuscito a trovare un momento di confronto e di scambio ma, soprattutto, di fiducia nel futuro.

Scendendo nei dettagli, lo stage è stato gestito nel migliore dei modi dai Maestri Francesco Nardi ed Ettore Morolli che si sono occupati, a volte scambiandosi i ruoli, rispettivamente dei Principianti e degli Esperti, offrendo a ciascun gruppo un insegnamento proporzionato alle proprie capacità. Nel corso della mattinata ci si dedicati al ripasso delle tecniche delle “Armi di Base”, quali Bo, Sai, Tonfa e Nunchaku, mentre nel pomeriggio si è voluto premiare anche i meno esperti con un assaggio delle “Armi Superiori” come i Kama (Falcetti) e l’Eku (Remo); mentre i più esperti hanno affrontato e approfondito la Kuwa (la Zappa), il Sansetsukon (Nunchaku a Tre Sezioni) il Tinbei (Scudo e Machete) ed il Nunti Bo (Arpione). Questo perché, se è vero che lo studio e la ripetizione dei fondamentali è necessario per la crescita, è altrettanto vero che è indispensabile mantenere viva la fiamma della curiosità e del desiderio sia negli Atleti giovani che in quelli meno giovani, che di fondamentali ne hanno masticati già molti.

Per questo motivo dal Meeting sono usciti tutti con il sorriso; felici di aver verificato di ricordarsi i fondamentali ma ancora più felici di aver qualcosa di nuovo da raccontare.

Pur essendo stata ridotta ai minimi termini, questa manifestazione ha voluto dare un segnale di continuità e di resistenza. Il messaggio che si è voluto trasmettere lo ha espresso in maniera molto chiara il M° Morolli in apertura dello Stage: “Il momento è difficile ma bisogna adattarsi e rimanere in piedi nonostante le difficoltà. Prendere tutte le precauzioni necessarie ma non farsi piegare dall’avversario, sia esso una persona che un virus”.

Gli Atleti, i Tecnici, nonché le famiglie delle persone coinvolte, hanno mostrato orgogliosamente il loro lato marziale, dando poco peso sia all’assenza del pubblico che delle medaglie, consapevoli invece di aver combattuto nel loro piccolo per riportare fiducia e normalità nella vita quotidiana.

Appuntamento al prossimo 11° Meeting di Kobudo che si terrà la prossima primavera 2021 sotto l’egida della neonata Kobudo Italia.

 

9th INTERNATIONAL
KOBUDO MEETING of ROME
Nuova edizione, stesso spirito di sempre

Articolo di Bordo Vittorio
Foto di Federico Maria Ciolli

A distanza di un anno, l’ASD Kaishu del M° Ettore Morolli ha riportato a Roma il grande Kobudo organizzando una nuova kermesse interamente dedicata all’antica disciplina di Okinawa. Nel corso dell’evento, numerosissimi appassionati ne hanno potuto apprezzare le molteplici sfaccettature tecniche e hanno avuto la possibilità di vedere i vari stili a confronto in una gara dai ritmi serrati.

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Per coloro che fossero digiuni della materia, giova accennare che il Kobudo di Okinawa è un’arte marziale originaria delle isole Ryukyu sviluppata parallelamente al Karate. La pratica del Kobudo infatti, originariamente, era insegnata insieme e contemporaneamente al Karate, come sua parte integrante; la “mano vuota” di fatto poteva benissimo impugnare gli oggetti di uso quotidiano (in particolare gli attrezzi agricoli e da pesca) e utilizzarli come vere e proprie armi. In questo contesto, parafrasando il M° Oshiro Zenei, possiamo affermare senza tema di smentita che “qualsiasi strumento diventa Kobudo” e proprio per questo motivo la disciplina è in continua evoluzione.

Per coloro che fossero digiuni della materia, giova accennare che il Kobudo di Okinawa è un’arte marziale originaria delle isole Ryukyu sviluppata parallelamente al Karate. La pratica del Kobudo infatti, originariamente, era insegnata insieme e contemporaneamente al Karate, come sua parte integrante; la “mano vuota” di fatto poteva benissimo impugnare gli oggetti di uso quotidiano (in particolare gli attrezzi agricoli e da pesca) e utilizzarli come vere e proprie armi. In questo contesto, parafrasando il M° Oshiro Zenei, possiamo affermare senza tema di smentita che “qualsiasi strumento diventa Kobudo” e proprio per questo motivo la disciplina è in continua evoluzione.

Gli Organizzatori dell'Evento, da sinistra: M° Morolli, M° Nardi, M° Bordo

Sebbene numerose tecniche e kata siano già stati codificati e fissati, la varietà di strumenti e di applicazioni che contempla lasciano ampio spazio alla ricerca ed alla valorizzazione delle sue molteplici sfumature. Proprio questa sua caratteristica di fluidità, come avvenuto del resto per il Karate, ha permesso la nascita di Stili, Correnti e Scuole che hanno contribuito ad arricchirne il patrimonio tecnico; alcuni Maestri si sono dedicati ad uno strumento in particolare piuttosto che ad  altri e sviluppandolo, alcuni stili hanno preferito certe tecniche o certe impugnature creando un nuovo modo di utilizzare un’arma già conosciuta, e così via. Il risultato di tutto questo lavoro costante è una disciplina viva, attiva e dinamica.

Consapevole di tali caratteristiche, ormai 9 anni fa, il M° Morolli iniziava a concepire l’organizzazione di un evento finalizzato alla promozione dell’intera disciplina in cui le varie Scuole, italiane ed europee, potessero incontrarsi e confrontarsi, esibendo abilità, radici e sfumature peculiari di ciascun percorso. Al tempo stesso, la kermesse avrebbe potuto essere utile per cementare i rapporti tra le Scuole stesse generando quella comunione di intenti che permette a qualsiasi comunità di affrontare al meglio le sfide che gli si presentano innanzi. In tal modo, anche partendo da un mondo frastagliato, ponendosi tutti sullo stesso piano, si sarebbero potute gettare quelle solide fondamenta che sole garantiscono la possibilità di porre in essere progettualità di ampio respiro.

Partendo dalle considerazioni appena esposte, la caratteristica principale del Meeting, fin dalla sua prima edizione, non è stata la promozione di uno Stile o di un Maestro in particolare, dell’aspetto tradizionale o di quello sportivo, ma piuttosto la promozione della disciplina nel suo insieme, anche nell’aspetto sportivo, troppo spesso snobbato nel settore, valorizzandone tutti gli aspetti e le peculiarità, anche quelli apparentemente più insignificanti.

L’evento è inserito all’interno di un progetto di più ampio respiro che comprende anche Corsi di Kobudo di Stile annuali che iniziano a settembre con cadenza mensile e culminano a giugno con gli Stage Regionali e le sessioni di esami di graduazione.

Vista la nutrita partecipazione di Atleti e Stagisti provenienti anche dall’estero e spesso con relativi familiari al seguito registrata nella precedente edizione, l’organizzazione ha nettamente migliorato la logistica dell’Evento stipulando una convenzione con la Hotel Borromeo Group, società titolare di numerosi Hotel e Strutture Alberghiere al centro della Capitale, per far alloggiare i gruppi a prezzi agevolati, permettendogli di amalgamarsi già dai giorni precedenti all’iniziativa.

Quest’anno la partecipazione è andata al di là delle aspettative; gli Atleti hanno sfiorato i 200 iscritti, numero non eccezionale se raffrontato alle gare di Karate, ma imponente se si confronta con le altre attività organizzate nel settore. Inoltre se il numero dei partecipanti viene moltiplicato per le tre categorie in gara (stessa formula usata ad Okinawa), 1) BO, 2) SAI e TONFA, 3) ARMI SUPERIORI, si comprende subito la portata dell’Evento e la fatica degli organizzatori.

Analogamente a quanto successo negli anni precedenti, l’evento è stato articolato in due giornate, oltre che per motivi di durata anche per dare spazio ad entrambi gli aspetti della disciplina: il sabato (22/02/2020) è stato riservato agli Stages, alla Formazione o, più genericamente, all’Aspetto Tradizionale;  mentre la domenica (23/02/2020) è stata dedicata alla competizione.

Nella giornata di sabato ogni Scuola ha fruito di una propria area di lavoro in cui potersi allenare autonomamente con i rispettivi Tecnici e Programmi; la possibilità di confronto diretto o di collaborazione è stata demandata direttamente ai Responsabili di Settore, che hanno potuto scegliere liberamente se collaborare con altri Stili oppure lavorare in maniera autonoma. La sessione mattutina è stata dedicata agli Atleti Esperti, che si sono cimentati con le armi che presentano difficoltà tecniche superiori (Eku, Kama, Sansetsukon, Timbei, Nunti-bo e Kuwa), mentre quella pomeridiana ha visto scendere sul tatami, in un’area appositamente allestita, anche i più giovani e i meno esperti che, per nulla intimoriti dalla presenza degli altri, si sono cimentati con le “Armi Base” (Bo, Sai, Tonfa e Nunchaku).

Quest’anno insieme ai Responsabili Nazionali dei Settori Kobudo e Karate dello C.S.A.In. (Centri Sportivi Aziendali e Industriali; Ente di promozione Sportiva riconosciuto dal CONI) rispetivamente M° Ettore Morolli e M° Francesco Nardi per il Kobudo ed il M° Marco Cocci e M° Virgilio Lucheroni per il Karate, gli Ospiti d’Onore della manifestazione sono stati il M° Oshiro Zenei ed il M° Martin O’Malley.

Il primo, Cintura Nera 8° Dan di Kobudo stile Matayoshi, allievo diretto del M° Shinpo Matayoshi ed ex responsabile di Stile per l’Europa, è attualmente membro della Commissione Kobudo della FFKDA (Fédération Française de Karaté et Disciplines Associées; Federazione Francese riconosciuta dal Cio), nonché Direttore Tecnico della AIKO (Académie Internationale de Kobudo d’Okinawa) a cui sono associate numerose Scuole in tutto il Vecchio Continente.

Il M° O’Malley è invece Cintura Nera 4° Dan di Kobudo stile Shorin Ryu ramo Matsubayashi, allievo diretto del Soke Takayoshi Nagamine (figlio del famoso M° Shoshin Nagamine), responsabile della Commissione di Kobudo irlandese dell’IMAF (International Martial Arts Federation) e più volte vincitore del titolo irlandese ed europeo dell’IMAF di Kobudo.

Sotto la guida esperta dei due illustri ospiti, i numerosi Atleti intervenuti dall’Italia e da altri paesi europei (Francia, Irlanda, Germania, Svizzera) non solo hanno potuto migliorare il proprio bagaglio tecnico di stile, ma hanno potuto vedere e, in qualche caso, hanno potuto confrontarsi con stili diversi da quello normalmente praticato dalla propria Scuola ricavandone un ulteriore arricchimento del proprio bagaglio sia tecnico che culturale.

La rappresentativa Irlandese

Come da ormai consolidata tradizione, le due sessioni di allenamento sono state intervallate da un evento conviviale collettivo in cui Atleti e Maestri seduti allo stesso tavolo hanno approfittato per scambiare idee e impressioni, ma soprattutto per consolidare i rapporti interpersonali che si sono instaurati nel corso degli anni.

Per valorizzare anche il segmento giovanile e quello più agonistico del settore, la domenica successiva è stata dedicata alla competizione. Competizione suddivisa per Specialità (le armi, ovvero gli strumenti agricoli e di uso quotidiano), Età, Sesso e Grado; in modo da poter collocare ciascun Atleta in un girone attagliato al proprio livello. Ogni partecipante ha potuto, così, calcare il tatami dimostrando la propria abilità scegliendo la Specialità e i Kata più confacenti alla propria preparazione e al proprio bagaglio tecnico. Naturalmente un’attenzione particolare è stata riservata ai più giovani che per la prima volta si sono cimentati nel maneggio delle armi; oltre ad usare “armi” in gomma e/o legno, e comunque adatte all’utilizzo da parte dei bambini, sono stati gratificati con premi e attestati di partecipazione.

Momenti di Competizione ed Amicizia

L’intera competizione, organizzata su due tatami per dividere gli Atleti Esperti dai Principianti, è stata caratterizzata da un elevatissimo tasso di agonismo e da una notevole performance tecnica e stilistica. Sulle due aree di gara gli atleti più giovani hanno dimostrato tutta la loro esuberanza e voglia di primeggiare, mentre quelli più esperti si sono sfidati esibendo anche Kata particolari o con armi inusuali, comunque di elevatissimo spessore tecnico, che hanno suscitato sicuramente l’interesse del pubblico, ma spesso anche di quello degli addetti ai lavori, ed a messo a dura prova le capacità di giudizio degli Arbitri.

Arbitri già preparati ed istruiti nei Corsi di Formazione Regionali che però, prima della competizione, si sono sottoposti ad un ulteriore briefing per perfezionare ed ottimizzare le procedure di gara.

Al termine della giornata, oltre gli atleti vincenti, sono state premiate anche le Società partecipanti ed i Maestri intervenuti all’Evento.

Caratteristica predominante della due giorni è stata l’assoluta libertà di partecipazione; ciascun Atleta, Scuola o Maestro  ha potuto decidere liberamente se partecipare al solo Stage, a più di uno Stage, anche alla Competizione o alla sola Competizione tralasciando tutti gli allenamenti; gareggiare per una sola Specialità o per più Specialità o, addirittura, assistere solamente all’Evento senza prendervi parte alcuna.

Come è stato ribadito più volte dai responsabili, da parte degli organizzatori c’è la completa disponibilità ai cambiamenti e la “vocazione” a mantenere aperta la manifestazione a tutte le Scuole ed a tutti i Maestri interessati purché, con le parole del M° Morolli: “il tutto rimanga imperniato nei cardini del mutuo rispetto e della piena collaborazione, perché se da un lato le porte sono spalancate a tutti i “Maestri”, più o meno “Grandi”, dall’altro saranno chiuse ermeticamente a tutte le “Prime Donne”.

Al di là di qualsiasi tipo di valutazione personale, la quantità di Stili, di Scuole e di armi presenti alla manifestazione ha dato vita ad uno spettacolo estremamente vario ed interessante, soprattutto se raffrontato con l’attuale panorama italiano delle arti marziali, troppo spesso ingessate in stereotipi e regole asfissianti. Se osservata sotto questo punto di vista, la manifestazione ha raggiunto pienamente il proprio scopo.

Come ultima nota di cronaca menzioniamo con piacere le Società che con la loro partecipazione, hanno permesso la buona riuscita dell’evento:

1)            M° Leto Salvatore            K2 Space Gym (RM)

2)            M° Romito Angelo           Race Fitness (RM)

3)            M° Gentileschi Fabio        Yuushikan Acquapendente (VT)

4)            M° Bordo Vittorio             Ronin Kai (VT)

5)            M° Di Campli Francesco   Ronin Kai (Tuscania – VT)

6)            M° Cocci Marco               Yama Arashi (RM)

7)            M° Cocci Giulia               Talenti Sporting Club (RM)

8)            M° Checchi Diego            I Shin Den Shin Dojo (Subiaco – RM)

9)           M° O’Malley Martin          White Tiger Martial Arts (Ireland)

10)         M° Husson Tania              Okinawa Kobudo Conthey (Switzerland)

11)         M° Alibrandi Vincenzo        Wellness Jolly S.S.D (San Cesareo – RM)

12)         M° Di Battista Ivano         TKA Italia (San Cesareo – RM)

13)         M° Mangione Marco         Koryu Okinawa Karate e Kobudo (NA)

14)         M° Ritche Meyer              Bun Bu Dojo (Hamburg – DE)

 

ACHIEVED RESULTS 9th KOBUDO CONTEST 2020

BEG:  BEGINNER
INT:   INTERMEDIATE
EXP:  EXPERT

SPECIALTY: BO

CHILD – Male – BEG
1) Pacioni   3) Buglioni

KID – Male – BEG
1) De Amicis  2) Lenti 3) Hopper  3) Piersanti

KID – Male – INT
1) Baccaglini   2) Matteucci

KID/ YOUTH – Female – BEG
1) Paparusso Ar.  2) Pallocci G.  3) Musteata  3) Tosi

YOUTH – Male – BEG
1) Walsh  2) Camilleri F.  3) Magherini 3) Ruggeri

YOUTH – Male – INT
1) Dolapciu  2) Paparusso Al.  3) Carp

ROOKIE – Female – BEG
1) Di Luigi  2) Monterosso  3) Mitchell

ROOKIE – Male – BEG
1) Ranieri  2) Ignoto  3) Ibris  3) Sarilli

ROOKIE – Male – INT
1) Pallocci F.  2) Russo G.  3) Lilli M.  3) Nitu

ROOKIE/CADET – Female – INT
1) Bertuola D.  2) Kulendran  3) Algeri  3) Walsh A.

CADET/JUNIOR/VETERAN – Female – BEG
1) Colonnelli   2) Antonuzzi  3) Nucci   3) Mencarelli

CADET – Male – BEG
1) Calvanelli   2) Burduf 3) Biondi


CADET – Male – INT
1) Conte  2) Carleschi 3) Buccino

JUNIOR/SENIOR/VETERAN – Female – EXP
1) De Cintio  2) Lilli J.  3) O’Malley L.  3) De Rosa

SENIOR/ VETERAN – Male – BEG
1) Gentileschi  2) De Amicis S.  3) Mattei  3) Menicucci

SENIOR/ VETERAN – Male – INT
1) Romito  2) Pizio   3) Hausdorff  3) Gibbons

CADET/JUNIOR – Male – EXP
1) Tinaburri  2) Ottaviani  3) Fazio 3) Manno D.

SENIOR/VETERAN – Male – EXP
1) Mangione   2) O’Malley   3) Checchi  3) Casilli


SPECIALTY:  SAI & TONFA

CHILD – Male – BEG
1) Pacioni M.  2) Buglioni

KID – Male – BEG
1) Hopper  2) Lenti  3) Piersanti E.

YOUTH 2009 – Male/Female – BEG
1) Perre   2) Abate  3) Palazzoli A.   3) Palazzoli C.

YOUTH 2010 – Male/Female – BEG
1) Walsh   2) Albrikey  3) Ruggeri   3) Puddu

YOUTH – Male – INT
1) Camilleri F.   2) Dolapciu C.

ROOKIE – Male – BEG
1) Cali   2) Buccino  3) Biondi   3) Ibris

ROOKIE – Female – BEG
1) Gesuè   2) Ciotti   3) Abate C.

ROOKIE – Male/Female – INT
1) Kulendran   2) Walsh A.   3) Bistoni   3) Celestini


CADET/JUNIOR/SENIOR – Female – BEG
1) Mencarelli   2) Cocci   3) Novario   3) Algeri

CADET – Male – INT
1) Tinaburri   2) Anez  3) Carleschi

CADET – Female – INT
1) Camilleri G.   2) Bertuola D.

SENIOR/VETERAN – Male – BEG
1) Pizio   2) Hopper W.   3) Gibbons  3) Atzori

SENIOR/VETERAN – Male – INT
1) Gentileschi   2) Mattei   3) Cesaretti

SENIOR/VETERAN – Male – EXP
1) Mangione   2) Casilli   3) O’Malley   3) Muscatello

SENIOR/VETERAN – Female – EXP
1) De Cintio   2) De Rosa   3) O’Malley L.

SPECIALTY:  SUPERIOR WEAPONS

CHILD – Male – BEG
1) Pacioni M.  2) Buglioni

KID – Male – BEG
1) Hopper R.   2) Lenti  3) Piersanti E.

YOUTH – Male – BEG
1) Walsh E.   2) Magherini  3) Puddu   3) Ruggeri

ROOKIE – Male/Female – BEG
1) Mitchell   2) Celestini   3) Monni  3) Ibris

ROOKIE/CADET – Female – INT
1) Kulendran   2) Walsh A.  3) Lilli J.

CADET – Male – BEG
1) Anez   2) Biondi   3) Carleschi   3) Burduf

CADET – Female – BEG
1) Mencarelli   2) Antonuzzi  3) Camilleri G.

JUNIOR/SENIOR/VETERAN – Male – BEG
1) Manno D.  2) Menicucci   3) Gibbons   3) Mattei

 

CADET/JUNIOR/SENIOR/VETERAN – Male – INT
1) Checchi   2) Dolapciu   3) Romito   3) Ottaviani

CADET/JUNIOR/SENIOR/VETERAN – Male – EXP
1) Casilli   2) Mangione   3) O’Malley M.   3) Vanzolini

CADET/JUNIOR/SENIOR/VETERAN – Female – EXP
1) De Rosa   2) De Cintio   3) Bertuola D.   3) Sova

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